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Fondazione Memofonte: «Studi di Memofonte»
La rivista online
Scriveva Paola Barocchi nel 2008: «L’intensa attività della Fondazione Memofonte nel campo delle fonti storico-artistiche ci induce a varare questa rivista online semestrale, per informare sul significato delle molteplici iniziative che beneficiano di numerose esperienze passate, presenti e future». L’intenzione era quella di offrire uno spazio in cui fosse possibile «orchestrare i vari tipi d’indagine: storica, linguistica, lessicale, visiva, conservativa ecc.»
Dettagli

Dal 2016 «Studi di Memofonte» è riconosciuta dall’ANVUR: scientifica per l’area 10 e classe A per 10B1 e 10F3.

Dal 2024 la rivista si è munita dei DOI ( Digital Object Identifier, codice alfanumerico univoco e permanente che identifica una risorsa online). Non solo un’operazione di tipo 'burocratico', la dettagliata metadatazione ha creato nuove e potenzialità modalità di diffusione dei contributi presenti nella rivista. L’operazione è stata progettata da Federico Giubbolini con la collaborazione di Scilla Pacifici.

Di seguito una breve descrizione tecnica di quanto realizzato.

A causa dei limiti strutturali del CMS (Content Management System), la Fondazione Memofonte ha adottato la soluzione temporanea raccomandata dai manuali DataCite, configurando i DOI affinché puntassero direttamente ai PDF degli articoli. Essendo consapevole dei limiti a lungo termine di questa pratica in termini di persistenza e machine-actionability, la politica della Fondazione è stata quella di arricchire i metadati XML associati a ciascun DOI con il maggior numero di informazioni senza limitarsi ai requisiti minimi richiesti da Datacite, affinché in fase di interrogazione del database o delle API di Datacite fosse possibile recuperare tutti i dati pertinenti agli articoli.

Oltre agli ORCID degli autori sono stati aggiunti anche gli identificatori e i nominativi dei membri della redazione della rivista; sono state aggiunte le parole chiave proposte dagli autori dei contributi ed è stato effettuato un controllo terminologico sui termini per identificare se avessero una corrispondenza nei vocabolari controllati di settore e, nel caso, è stato aggiunto l’identificativo corrispondente; gli abstract sono stati riportati sia in lingua originale sia in lingua inglese.

Inoltre, la fondazione periodicamente migra su Wikidata i metadati dei propri articoli per rispondere alle esigenze di granularità dei dati e utilizza la piattaforma come infrastruttura di integrazione semantica. Ciò consente di compensare la temporanea mancanza di landing page dedicate, offrendo alla comunità scientifica un punto di accesso ipertestuale e granulare che valorizza l’impatto e la reperibilità di ogni singolo articolo.

Coscienti del costo in termini di tempo della suddetta procedura, dopo una prima fase di sperimentazione, la Fondazione ha automatizzato l’intero processo per la generazione dei metadati, realizzando uno script Python per estrarre automaticamente le informazioni rilevanti dal sommario e dal PDF degli articoli.

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