Fu grande la sorpresa nel trovare la recensione tra le pagine della rivista longhiana. Subito non mancò di scrivere all’«Illustre Professore» una lettera di ringraziamento esprimendo senza remore lo stupore di «un critico in erba» nel trovare la recensione e la riconoscenza «con pari e vera gratitudine» sia per la lode che per la censura, per il consenso ma anche per il dissenso. Paola Barocchi non è considerata allieva di Longhi ma in questa lettera ci sembra che proprio in quel Maestro riconobbe e ritrovò quei principi di «cordialità» e «indulgenza di chi sa incoraggiare un giovane e dargli al tempo stesso il senso dei suoi limiti, richiamarlo ai problemi intellettivi e insieme alla moralità della ricerca» che caratterizzeranno la sua carriera futura, animata tanto dal medesimo «amore del vero» quanto dalla «vocazione autentica di Maestro».
[citazioni dalla bozza di lettera di Paola Barocchi a Roberto Longhi, 25 marzo 1951, Archivio Fondazione Memofonte]
[Foto Fondazione Memofonte, Firenze]