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Fondazione Memofonte: Arte & Lingua
Le Parole dell'arte
L’Accademia della Crusca e la Fondazione Memofonte (con il sostegno della Fondazione CR di Firenze) da tempo sono impegnate nella ricerca, nella valorizzazione e nell'informatizzazione di fonti storico-artistiche, non solo per consentirne una più agevole fruizione da parte di un pubblico vasto, ma anche per offrire agli studiosi la possibilità di approfondire le loro conoscenze circa la formazione e l’evoluzione della terminologia dell’arte. Il primo passo di tale attività è stato la messa a punto di criteri adeguati per la realizzazione di specifiche sale di lettura nelle quali fosse messa a disposizione una documentazione ampia, varia e filologicamente fondata
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Trattati, scritture private e manifesti presentano, come è noto, problemi critici diversi, legati alle particolarità testuali, alla forma manoscritta o a stampa, all’interazione fra parola e immagine. Grazie a questo studio è stato possibile creare corpora affidabili su cui fondare la ricerca lessicale, libera o guidata e l’elaborazione di lemmari.

Il portale rappresenta la fase conclusiva dei diversi progetti realizzati nel corso degli anni e ha come fulcro la possibilità di un’interrogazione complessiva di tutti i testi digitalizzati i quali coprono un arco temporale molto esteso, dal Cinquecento al Novecento, e presentano caratteristiche molto diverse fra loro. L’utente può di conseguenza comparare forme linguistiche e lemmari diversi in modo da verificare, da un lato, la persistenza di lessico tradizionale, dall’altro, le innovazioni terminologiche che spesso hanno importanti ricadute, dall’ambito propriamente artistico, all’italiano comune nei suoi registri medio-alti. Il portale è stato predisposto per integrarsi con altre banche dati e consentire così la più ampia fruibilità e interrogabilità.

Il portale raccoglie e interroga i testi presenti in quattro banche dati preesistenti:

1 - TRATTATI D’ARTE DEL CINQUECENTO
In occasione del Cinquecentenario vasariano, grazie a un finanziamento della Regione Toscana e del Kunsthistorisches Institut di Firenze, la Fondazione Memofonte ha realizzato un archivio unico digitale dei testi vasariani (per la prima volta interrogabili simultaneamente e trasversalmente), comprensivo di un lemmario relativo al lessico artistico delle Vite (si veda la scheda Vasari scrittore).
Sulla base di questa esperienza è stato creato un archivio unico dei trattati artistici del Cinquecento, in forma di banca dati testuale, sul quale è possibile verificare la presenza dei termini vasariani ed evidenziare eventuali aggiunte e integrazioni, ottenendo così un primo importante nucleo lessicale specialistico.
La banca dati raccoglie 14 trattati d'arte fra i più importanti e meno reperibili del nostro Cinquecento in formato digitale interrogabile.

2 - FILIPPO BALDINUCCI LESSICOGRAFO ED ERUDITO
Per progetto Filippo Baldinucci lessicografo ed erudito la nuova banca dati raccoglie le Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua (1681-1728) e il Vocabolario toscano dell’arte del disegno (1681) consultabili nella consueta sala di lettura e interrogabili in formato digitale.
Della ricca produzione storiografica baldinucciana, la ricerca ha dunque preso in considerazione i due testi più identificativi dell’autore, costante oggetto di studio da parte della critica contemporanea in qualità di fonti inesauribili d’informazioni sia nel campo degli studi storico-artistici sia per la vasta ricchezza lessicografica ivi custodita.

3 - PER UN LESSICO ARTISTICO: TESTI DAL XVIII AL XX SECOLO
Il progetto propone una banca dati dedicata al lessico d’ambito storico-artistico caratteristico del periodo compreso tra il XVIII e il XX secolo, con attenzione particolare per la scrittura privata di alcuni suoi protagonisti. La raccolta nella sala di lettura di taccuini e minute di Luigi Lanzi, Giovan Battista Cavalcaselle e Adolfo Venturi mette a disposizione testi che per la loro natura offrono una prospettiva di particolare interesse per lo studio del lessico, consentendo l’accesso all’“officina” dei tre studiosi.
Accanto alla sala di lettura si propone una sezione che permette diversi tipi di ricerca sui tre corpora di testi. In particolare i tre lemmari si propongono come strumento di osservazione dei testi e dei processi di elaborazione di un linguaggio specifico in un arco di tempo che vede l’affermarsi della storia dell’arte come disciplina. I lemmari sono stati strutturati in modo tale da fornire all’utente dei percorsi guidati all’interno delle carte, per permettere di interrogare i testi in maniera trasversale, rintracciare contesti di riferimento e fornire confronti immediati.
4 - LA LINGUA DELLA STORIA DELL’ARTE NEL XX SECOLO: ROBERTO LONGHI
Il progetto propone lo studio lessicografico di una serie di testi del noto critico e storico dell’arte come strumento di prima osservazione della lingua delle arti del Novecento. Attraverso un corpus testi scelti, il progetto offre una serie di strumenti finalizzati all’approfondimento dell’aspetto lessicale della lingua storico-artistica del XX secolo.
Gli scritti di Roberto Longhi, infatti, permettono di mostrare il netto rinnovamento e arricchimento del lessico figurativo della prima metà del Novecento. A Longhi si deve la messa a punto di un nuovo linguaggio applicato alla disciplina storico artistica derivante da una sintesi del tutto originale tra gli interessi e la competenza dello storico da una parte e una sensibilità letteraria e narrativa non comuni dall’altra. Della ricca produzione longhiana la ricerca ha preso in considerazione una scelta di scritti giovanili e alcuni importanti contributi degli anni Trenta (Edizioni delle Opere Complete di Roberto Longhi, Sansoni, 1956-1991).
Esito del progetto è un lemmario strutturato che, con l’obbiettivo di offrire un percorso guidato di approfondimento, propone un elenco di lemmi ritenuti significativi, la cui interrogazione permette la visualizzazione dei contesti di occorrenza, in maniera da evidenziare eventuali confronti immediati e significativi.

5 - LA LINGUA DELLA STORIA DELL’ARTE NEL XX SECOLO: MANIFESTI FUTURISTI
Il progetto propone lo studio lessicografico di una scelta di manifesti del Futurismo, considerati strumento privilegiato e imprescindibile per l’osservazione della lingua delle arti del Novecento italiano. L’edizione di riferimento, sulla base della quale è stata operata la selezione, è la seguente: Manifesti proclami, interventi e documenti teorici del futurismo, 1909-1944, a cura di Luciano Caruso, Firenze, S.P.E.S., 1990. La selezione ha privilegiato i testi che potevano rientrare a pieno titolo nella definizione di “manifesto” inteso come genere letterario. I manifesti del Futurismo permettono di mostrare il netto rinnovamento e arricchimento del lessico figurativo della prima metà del Novecento. Agli intellettuali che hanno aderito al Futurismo, e in primo luogo a Filippo Tommaso Marinetti, si deve infatti la messa a punto di un nuovo linguaggio applicato alla disciplina storico-artistica, derivante da una sintesi del tutto originale tra l’interesse per il rinnovamento delle arti figurative e plastiche da una parte e una sensibilità linguistica e letteraria capace di scardinare le regole classiche dall’altra. Esiti del progetto sono: un lemmario strutturato la cui interrogazione permette la visualizzazione dei contesti di occorrenza, in maniera da evidenziare eventuali confronti significativi e due infografiche che propongono percorsi guidati all’interno dei manifesti futuristi.

Le piattaforme informatiche sono state ideate e realizzate da Giovanni Salucci (Progettinrete srl).

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