La biblioteca ha aderito al Sistema Documentario Integrato dell’Area Fiorentina (SDIAF) ed è stata iscritta all’anagrafe delle biblioteche italiane: in questo modo il catalogo è stato immediatamente consultabile attraverso quello dello SDIAF, dialogando in Indice con SBN.
Criteri di conservazione e catalogazione. Il personale interno e il dott. Giubbolini hanno valutato insieme la situazione della biblioteca, tenendo in considerazione da una parte la storia della collezione e dall’altra le necessità catalografiche. È stato dunque strutturato un sistema di segnatura che potesse mantenere e tutelare la collocazione originariamente pensata da Paola Barocchi. Una prima fase è stata dedicata al riordino fisico di alcune parti, per poi procedere con l’inventariazione e la catalogazione.
Nel corso dei lavori sono state individuate alcune necessità catalografiche e conservative. I libri sono stati segnati con un numero di inventario univoco e progressivo, accompagnato dal timbro della biblioteca, a inchiostro o secco a seconda della tipologia di volume. Onde evitare l’utilizzo di etichette a colla, la collocazione dei volumi è stata scritta su cavalieri posti all’interno di ciascun esemplare e ben visibili dall’esterno. Tutti materiali fragili e/o sciolti trovati sono stati numerati e inventariati e sistemati all’interno di buste bianche, a loro volta sistemate in apposite scatole.
La raccolta di microfilm. Ai libri si uniscono altri interessanti nuclei, ad esempio una cospicua raccolta di microfilm di edizioni rare e/o documenti manoscritti conservati in istituzioni italiane e straniere. Si tratta di materiale commissionato da Paola Barocchi durante gli anni del suo lavoro: tra questi, solo per fare un esempio, c’è il prezioso microfilm contenente tutti i volumi del manoscritto di Francesco Maria Niccolò Gabburri conservato in Biblioteca Nazionale fatto fare prima che l’alluvione del 1966 danneggiasse l’originale. Si stanno studiando le modalità di una catalogazione.
Le fotografie. È poi presente un piccolo nucleo di fotografie di opere d’arte, utilizzate da Paola Barocchi sia per ragioni di studio che per la sua attività editoriale, avviata nel 1974 con la S.P.E.S. Tra le fotografie sono stati trovati i negativi e le piccole stampe degli scatti fatti dalla stessa Paola Barocchi dal balcone di casa sua mentre ricostruivano il ponte Santa Trinita. La raccolta è stata pubblicata dalla Fondazione nel volume Firenze ferita e il ponte Santa Trinta nel diario di Maria Fossi e negli scatti Paola Barocchi, a cura di A. Cecconi e M. Nastasi, ed esposta nell’omonima mostra presso Palazzo Davanzati (20 dicembre 2018-17 febbraio 2019).