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Fondazione Memofonte: MEV
Memofonte Esposizioni Virtuali
Ricordare Paola Barocchi vuol dire anche continuare a salvaguardare la sua eredità culturale creando strumenti digitali da mettere a disposizione della comunità scientifica e non. Con questo spirito è nato MEV (finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi), progetto finalizzato alla creazione di una piattaforma digitale per realizzare mostre virtuali: non semplici gallerie di immagini con schede e didascalie, ma percorsi con varie funzionalità (linee del tempo, geolocalizzazioni, sistemi a grafo, ecc.)
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Il carattere innovativo di tale piattaforma consiste in un’elevata semplicità di utilizzo, in modo tale da non richiedere conoscenze tecniche informatiche a coloro (in genere soggetti di formazione umanistica) che si occuperanno dell’organizzazione dei contenuti e dell’allestimento delle mostre virtuali. La piattaforma risponde così pienamente all’esigenza di creare strumenti innovativi ed efficaci, facilmente riutilizzabili, per migliorare l’offerta culturale digitale, ampliando la fruizione del patrimonio culturale.

Al termine dei lavori di strutturazione informatica della piattaforma, lo strumento è stato testato sia dalla Memofonte con esposizioni finalizzate a valorizzare il patrimonio della Fondazione, sia dall’Università di Udine per verificare l’utilizzo del medesimo in ambito didattico, proponendolo come esercitazione nell’ambito di alcuni insegnamenti dei Corsi di Laurea triennale in Beni culturali e magistrale in Storia dell’arte (Museologia e Storia delle tecniche artistiche) e di alcuni tirocini presso il Laboratorio di restauro dei manufatti del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. In questi contesti il nuovo strumento si è dimostrato estremamente efficace per la facilità con cui permette un’ordinata organizzazione di testi e immagini, sollecitando una meditata selezione di materiali visivi e la produzione di testi concisi e allo stesso tempo esaustivi. MEV è stato inoltre utilizzato da alcuni dottorandi del Corso di dottorato in storia dell’arte, cinema, media audiovisivi e musica del DIUM. Queste sperimentazioni, oltre che di utilità per gli studenti che hanno potuto acquisire competenze specifiche per la creazione di mostre virtuali, hanno suggerito alcuni miglioramenti del sistema.

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