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Paola Barocchi: CRiBeCu
Anni Ottanta
Il fervore di questi anni portò alla costituzione nel 1980 del Centro di Elaborazione Automatica di Dati e Documenti storico artistici (che nel 1990 prese il nome di Centro di ricerche informatiche per i Beni culturali, CRiBeCu). Il Centro fu uno straordinario e aggiornatissimo luogo di sperimentazione dei nuovi strumenti e divenne punto di riferimento per tutto il settore fino al 2002, anno della sua cessazione. Paola Barocchi si valse qui della collaborazione informatica di Umberto Parrini, prezioso mediatore fra le istanze della ricerca umanistica e le potenzialità degli strumenti tecnologici
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Subito, sempre nel 1980, avviò le sue pubblicazioni il «Bollettino» del Centro. Esso - scriveva nell’editoriale Paola Barocchi - «intende far conoscere i risultati delle ricerche in atto e i prodotti di quelle in fieri». Soprattutto però si invitava a comunicare iniziative, ma anche aspirazioni. Nulla di più barocchiano di questo termine, «aspirazioni», da intendere come idee, progetti, che – se validi, cioè basati su rigore filologico e su criteri ragionevoli – potevano trovare nel Centro non solo ascolto, ma anche strade per una messa in pratica. Il «Bollettino» con i suoi articoli, con il suo notiziario, con i suoi elenchi di persone e di enti coinvolti, riflette in maniera adeguata quel che fu il centro negli anni Ottanta e Novanta.

Didattica, formazione, ricerca, impegno di tutela si intersecavano nelle iniziative, intensificandosi negli anni ’90 quando il Centro trovò una sua sede autonoma, in via della Faggiola, e fu articolato in sezioni che di nuovo testimoniavano aperture a nuove tematiche, affiancate da un costante aggiornamento sulle nuove soluzioni tecniche e dall’elaborazione di nuovi software.

Bisogna anche ricordare che il CriBeCu è stato uno dei primi centri di ambito culturale a dotarsi di un sito web e proprio il «Bollettino» ha ospitato i primi articoli in Italia sulle potenzialità del web per gli umanisti.

Ancora, accanto al «Bollettino», cominciò a uscire la serie dei «Quaderni del CRiBeCu», dedicati a studi specifici ma sempre legati a progetti di informatizzazione.

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