Nel rarefattissimo archivio che Paola Barocchi ci ha lasciato è conservata la copia di una lettera di Eugenio Garin a Mario Salmi del 25 giugno 1957, in cui il filosofo e storico della filosofia si congratula per il lavoro sulle vite vasariane di Michelangelo:
«In questi giorni, essendo venuta a chiedermi alcune indicazioni, una tua scolara, Paola Barocchi, mi ha fatto vedere alcune parti di un lavoro – il commento ‘letterale’ alla vita vasariana di Michelangelo – da te suggerito e guidato. Permettimi di dirti che è un lavoro bellissimo, nell’impostazione, nel metodo, nella ricchezza pressoché sterminata dell’informazione: uno studio che si vorrebbe veder presto stampato perché servirà di strumento di lavoro a studiosi d’ogni sorta –storici, critici, filosofi. Ho ammirato molto il Maestro e la scolara!»
E proprio seguendo questa strada arrivò a quel lavoro «estremamente matto» dell’edizione delle Vite vasariane di Michelangelo (1962). Quello che la studiosa ricercava era «un’edizione che mettesse a confronto le due redazioni – ‘50 e ’68 – ma anche tutta la tradizione di quel testo, quindi tutta la fortuna michelangiolesca. Un lavoro folle, perché allora non esistevano né xerocopie né cose di questo genere, quindi praticamente dieci anni di biblioteca, nei quali io mi trovai ad affrontare, a leggere le cose più disparate. […] Questa esperienza mi ha portato a cercare di approfondire sempre più il valore del testo, e a metterlo in rapporto con le esperienze figurative e culturali del presente e del passato».
Alle Vite si univa negli stessi anni la cura delle edizioni Laterza dei Trattati d’arte del Cinquecento (1960-1962), avviando la cospicua serie di pubblicazioni di fonti storico-artistiche:
1965-1983: Cura, insieme a Renzo Ristori, la pubblicazione del Carteggio di Michelangelo sotto gli auspici dell’Istituto Nazionale e di Studi sul Rinascimento di Firenze
1966-1997: Sono pubblicate le due edizioni, per la prima volta poste a raffronto, delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti di Giorgio Vasari
Simbolico e significativo trait d’union tra la storica della cultura e l’editrice possono essere i volumi delle Vite vasariane e del Carteggio di Michelangelo, frutto del suo lungo lavoro di ricerca che diventarono poi prodotto editoriale proprio, nel momento in cui, rilevando i diritti dei titoli da un’altra storica casa editrice fiorentina, la Sansoni, chiusa nel 1977, la S.P.E.S. ne completò la pubblicazione.
1971-1977: Cura nella collana «La letteratura italiana. Storia e testi» dell’editore Ricciardi la pubblicazione degli Scritti d’arte del Cinquecento
1972-1974: Pubblica le antologie Testimonianze e polemiche figurative in Italia, dedicate a Ottocento e Novecento, ampliate e arricchite sotto il titolo Storia moderna dell’arte in Italia (1990-2008)
Così si esprimeva Giulio Carlo Argan già nel 1962: il lavoro di Paola Barocchi appare «d’uno scrupolo e di un’accuratezza, di una obbiettività esemplari, ma che lasciano ugualmente trasparire (anzi la esigono) una sensibilità sempre pronta ed attenta ed un gusto della finezza erudita». Non si può che rimanere sinceramente ammirati le scriveva - «per la mole, la qualità, l’ordine e l’utilità estrema del suo lavoro» che ha reso agli «studi un servigio tanto più grande quanto più ammantato dalla modestia apparente della “raccolta dei materiali”».
[La copia della lettera di Garin e quella di Argan, datata 5 gennaio 1962, sono in Archivio Barocchi. La sua testimonianza è nell’intervista La conoscenza dell’esperienze figurative…, cit., p. 3. Si segnalano i seguenti approfondimenti: Scritti giovanili di Paola Barocchi e il numero 19/2017 di «Studi di Memofonte», pp. 21-27, per la bibliografia completa].