Il logo della casa editrice fu ideato dalla stessa Barocchi procedendo anche in questo caso con ammirabile rigore scientifico. Si tratta dell’impresa di Cosimo I de’ Medici, tratta dall’edizione del Dialogo delle Imprese militari e amorose di Paolo Giovio (1574) presente nella sua biblioteca. Era una veduta fiorentina sulla quale al posto del capricorno cosmatesco si staglia un volo di rondini. Il motto nel cartiglio è stato sostituito con un verso dantesco, per la precisione dal canto XXVIII del Purgatorio: «e scegliendo fior da fiore», a sottolineare l’attenzione nella nuova casa editrice nella scelta delle pubblicazioni.
«Ecco sorgere una nuova casa editrice dalla fisionomia originale e assai attraente per raffinati studiosi e per giovani universitari nel contempo: è lo Studio per edizioni scelte, dalla simbolica sigla S.P.E.S. Ispiratrice e animatrice Paola Barocchi, della quale non si sa se ammirare di più le doti di rigorosa storica dell’arte e della cultura o quelle di operatrice culturale. Il programma della S.P.E.S. è di fornire, per via anastatica e no, mezzi di studio sollecitanti, opere rare e periodici rari della cultura artistico-letteraria, in veste elegante ma a prezzi accessibili […] Quello che soprattutto colpisce è la particolare cura della presentazione, attraverso introduzioni di noti studiosi, apparati, note ai testi, notizie sulle polemiche suscitate, indici analitici, incidi dei nomi. […] Quando un filologo e uno storico della cultura si fa lui stesso editore (è il felice e raro caso della Barocchi), gli esiti non possono che essere eccellenti e i libri prendere subito quota nel contesto culturale»
[Maria Corti, “Spes”, bibliofilia a buon mercato. Vecchie carte a nuova vita, «Il Giorno», 25 aprile 1975; la storia della S.P.E.S. è stata tracciata nella mostra S.P.E.S. Quarant'anni di edizioni scelte. In ricordo di Paola Barocchi, organizzata dalla Fondazione nell’aprile del 2017].