La Fondazione Memofonte
Per Paola Barocchi
Omaggio a Paola Barocchi
Omaggiare Paola Barocchi non è mai cosa semplice. La Fondazione Memofonte lo ha fatto in questi anni con iniziative e progetti che hanno sempre mirato a ricordarla nel rispetto degli insegnamenti lasciati.
A dieci anni dalla sua scomparsa le dedichiamo questa "mostra virtuale" che, dopo una sua breve biografia e una breve storia della Fondazione, ripercorre quanto la Memofonte ha cercato di fare dal 2016 per mantenere viva la sua eredità scientifica e materiale.
Lo strumento che qui usiamo, frutto di un ultimo progetto, risponde a quelle esigenze di funzionalità e semplicità cui era improntata la sua visione delle tecnologie informatiche in relazione alle discipline umanistiche.
Paola Barocchi
Cenni biografici
Fondazione Memofonte onlus
Studio per l’elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche
Come la casa editrice di Paola Barocchi (la S.P.ES., cioè Studio Per Edizioni Scelte), anche la Memofonte ha un nome significativo, che ne esplicita immediatamente gli intenti: «Studio», non più «per edizioni scelte», ma «per l’elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche». Nella Memofonte Paola Barocchi, sempre vigile interprete della realtà culturale, ha traghettato e ampliato gli intenti di diffusione e messa a disposizione di fonti e ricerche: non più sul supporto cartaceo, ma in versione digitale.
La prima sede della Fondazione fu in un appartamento al primo piano di palazzo Barocchi, dirimpetto a quello di famiglia.
Del 2010 è la decisione di lasciare libero l’appartamento in modo da poterlo affittare e riunire la Fondazione con la S.P.E.S, in quel momento sempre attiva, al piano terreno. Il trasloco diede il via alla risistemazione degli arredi.
Sparì la meravigliosa mobilia che negli anni aveva caratterizzato la casa editrice e furono inserite le nuove librerie, commissionate da Paola Barocchi a un artigiano fiorentino che rimetteva a posto le vecchie scaffalature dell’Archivio di Stato.
I palchetti si riempirono di una parte della biblioteca privata della studiosa, che decise di dividere i volumi in due grossi nuclei: tutto ciò che riguardava le fonti e la città di Firenze, tutti i dizionari, passarono alla Memofonte, il resto rimase sugli scaffali di casa.
Gli ampi e suggestivi spazi del piano terreno furono la sede della Fondazione fino al 2017, ospitando anche presentazioni di libri, conferenze e incontri seminaristi, nonché - proprio nel 2017 - un'esposizione per illustrare l'attività della casa editrice S.P.E.S.
La prima sede della Memofonte
I primi passi della Memofonte
Nella Memofonte Paola Barocchi riversò gran parte del suo lavoro di ricerca, rendendo liberamente disponibili nel sito omonimo testi memorizzati, digitalizzazioni e banche dati. Ciò che Paola Barocchi ha voluto tramandare attraverso la Memofonte è la sua ferma convinzione di come grazie all’informatica sia possibile leggere i testi in maniera diversa, attraversarli trasversalmente estrapolandone informazioni nuove. La Memofonte vuole offrire agli studiosi proprio questa possibilità: documenti trascritti o lavorati in altro modo in formato digitale, consultabili gratuitamente dalla propria scrivania ma soprattutto interrogabili al di là della lettura tradizionale.
Il primo sito della Fondazione Memofonte
Il primo progetto della Memofonte
Dopo la grande immissione dei materiali barocchiani, nel 2008 è attivata la prima vera commissione esterna: la trascrizione informatica delle Vite di Pittori di Francesco Maria Niccolò Gabburri, eseguito su richiesta della Biblioteca Nazionale al fine di salvaguardare il manoscritto originale devastato dall’alluvione del 1966.
Uno scopo conservativo, dunque, ma supportato anche dalla possibilità di eseguire una sorta di ‘restauro digitale’: Paola Barocchi era infatti in possesso di un microfilm completo dei quattro volumi allo stato prealluvione, perciò integro in tutte le sue parti. Il lavoro dell’équipe è stato quello di trascrivere integralmente il testo, riportandolo allo stato originario almeno nella sua versione digitale.
Vasari scrittore
Nel 2011, in occasione del Cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari, la Fondazione Memofonte ha messo a punto una nuova piattaforma online per la consultazione dei testi di Giorgio Vasari.
La nuova piattaforma informatica ospita l’intero patrimonio testuale vasariano (Le Vite nelle due edizioni del 1550 e 1568, le Ricordanze, i Ragionamenti, il carteggio): i testi erano già consultabili sul sito in formato pdf, senza però essere posti in relazione tra loro.
Partendo dagli scritti di Paola Barocchi e dal patrimonio documentario digitale che da anni la Fondazione Memofonte aveva messo a disposizione della comunità scientifica, ha preso forma l’idea di creare un nuovo strumento di ricerca e di analisi degli scritti vasariani, in grado di potenziare le possibilità di accesso alla trama dei testi e garantire un confronto diretto e costante fra documenti tipologicamente differenti.
La seconda sede della Memofonte
le attività della Fondazione Memofonte
Quando nel 2006 Paola Barocchi diede vita alla Fondazione Memofonte decise di fornirla non solo di contenuti scientifici e culturali, ma anche di una sede e di una biblioteca. Con un’attenta operazione di scelta e selezione stabilì che la sua personale raccolta di libri, preziosi strumenti del lavoro di una vita, fosse divisa in due parti: tutte le fonti, i dizionari, i volumi dedicati a Firenze furono trasferiti negli scaffali della Memofonte, il resto rimase in casa a riempire le bellissime librerie appositamente costruite nel suo studio, nella galleria affrescata e nel lungo corridoio di accesso.
Dalla scomparsa di Paola Barocchi la Fondazione raccoglie, custodisce e tramanda la sua eredità culturale e morale, alla quale si aggiunge quella fisica dell’abitazione, luogo in cui i due nuclei della biblioteca si sono ricongiunti occupando tutte le stanze della casa. Le imponenti librerie di legno scuro, che la stessa Barocchi aveva scelto e commissionato per rinnovare gli ambienti al piano terreno quando fu necessario dare nuova vita alla storica sede della casa editrice S.P.E.S., sono state trasferite nell’appartamento, trovando una naturale collocazione tra gli arredi antichi della dimora, senza alterarne lo stile.
Ma la volontà di Paola Barocchi non era tanto quella di allestire ambienti eleganti, quanto quella di ‘far vivere’ la propria casa mettendola a disposizione dei giovani e degli studiosi. E per farlo è stato necessario fare ordine e procedere alla catalogazione dei volumi, in modo tale da poter mettere a disposizione il patrimonio librario lasciato dalla studiosa, composto sia dalla raccolta personale che dalle pubblicazioni della S.P.E.S.
La sede attuale della Memofonte
Valorizzazione
Inizio di un cammino
Nel 2017 la Fondazione ha pianificato il primo intervento di valorizzazione del proprio patrimonio, iniziando dal digitale. Il sito e i database costruiti negli anni precedenti necessitavano di un aggiornamento importante, atto a sostituire sistemi ormai desueti e permettere una fruizione più agile. Tutto il materiale è stato analizzato in modo da poter costruire una struttura chiara, con percorsi di navigazione lineari e nuovi strumenti di ricerca. Inoltre, sono state create nuove sezioni dedicate a Paola Barocchi, alla casa editrice S.P.E.S., all’archivio e alla biblioteca, in previsione delle successive tappe di valorizzazione del patrimonio della Fondazione.
Sezioni tematiche nel sito
Restauro della galleria affrescata
Dopo il trasloco della sede dal piano terreno a 'casa Barocchi' il primo passo è stato quello di mettere norma gli impianti, con lo scopo di poter aprire la sede al pubblico, sia per la fruizione della biblioteca sia per la condivisione del notevole patrimonio disponibile. Di notevole interesse è la piccola galleria voltata e affrescata probabilmente da Vincenzo Meucci: l'auspicio della Fondazione è che l'opera possa essere presto studiata.
Dopo aver eseguito dei lavori per risanare la porzione di tetto e i terrazzi sopra lo studio di Paola Barocchi e sopra la meravigliosa galleria affrescata, è stata effettuata un'accurata indagine diagnostica degli affreschi in modo da assicurarsi che la parte strutturale fosse sana. Non essendo emerse criticità strutturali si è proceduto all’affidamento dell’incarico di pulitura al restauratore Francesco Giovannoni
Galleria affrescata
Prima, durante e dopo...
Catalogazione della biblioteca
Grazie al contributo della Fondazione CR di Firenze, a partire dal gennaio 2021, è stato possibile attuare il lungo e fondamentale lavoro di catalogazione della biblioteca di Paola Barocchi. La catalogazione è stata eseguita da Federico Giubbolini, con la collaborazione di Claudio Brunetti. Il catalogo è ora disponibile online.
Si tratta di una raccolta prevalentemente storico-artistica, che offre un’ampia gamma di fonti dal Cinquecento al Novecento, presenti in più edizioni e spesso in traduzioni. Della biblioteca fa parte anche l’archivio delle pubblicazioni della S.P.E.S. (Studio Per Edizioni Scelte), sia di storia dell’arte (circa 340 pubblicazioni) sia di musica (circa 359). Sono presenti inoltre altri fondi che testimoniano la varietà di interessi della studiosa, come la collezione di edizioni antiche di letteratura per ragazzi o un nucleo di circa 300 libretti d’opera.
Nella Biblioteca sono presenti un fondo donato da due storiche dell’arte, Annarita Caputo e Ida Botto.
Accesso alla biblioteca e ai cataloghi
Incremento delle collezioni
Recentemente la Fondazione si è arricchita di nuovi materiali.
La Biblioteca ha acquisito quasi 700 volumi provenienti dalla biblioteca di Piero Fossi e Nannina Rucellai, creando un fondo in memoria di Giulio Fossi, compianto amico della Fondazione e collaboratore entusiasta alla riedizione del diario della sorella Maria, pubblicato dalla Fondazione Memofonte - S.P.E.S. nel volume.
La raccolta fotografica della Fondazione si è arricchita nel 2014 di una preziosa collezione donata da Ferruccio Malandrini: si tratta di fotografie provenienti dalla collezione di un importante mercante e conoscitore del secondo Ottocento, Charles Fairfax Murray. La Fondazione ne ha interamente finanziato un impegnativo restauro, effettuato da Veronika Wick.
Ricerca
Le Parole dell’arte è un portale costruito e arricchito nel corso degli anni dall’Accademia della Crusca (con il coordinamento di Nicoletta Maraschio e Marco Biffi) e dalla Fondazione Memofonte, grazie ad alcuni significativi contributi della Fondazione CR Firenze. Il portale è molto frequentato da studiosi di tutto il mondo, ma anche da studenti, insegnanti e dal vasto pubblico degli appassionati. Una sua specificità è rappresentata dalla quantità e qualità dei testi messi a disposizione e dai diversi strumenti informatici di ricerca e analisi linguistica elaborati (formari e lemmari di diverso tipo) che consentono di muoversi agilmente tra le migliaia di voci tecnico-settoriali usate da trattatisti e critici d’arte durante un lungo arco di tempo (dal Cinquecento al Novecento).
Nel corso del 2021 è iniziata la collaborazione con la Direzione regionale dei Musei Nazionali della Toscana e con la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze per lo studio dell’archivio di Stefano e Ugo Bardini, commercianti e collezionisti d’arte a Firenze, conservato dalla Direzione stessa.
Una prima elaborazione (ancora in corso) è stata avviata grazie a un contributo ministeriale ricevuto dal Museo Mozzi-Bardini ed è proseguito anche grazie all'impegno della Fondazione che ha finanziato il lavoro di uno studioso, il dott. Roberto Viale. Un finanziamento della Regione Toscana ha poi permesso l'attivazione di un assegno di ricerca biennale.
Attualmente sono già disponibili online la banca dati dei Fascicoli di Stefano e Ugo Bardini (concluso) e quella dello sterminato Carteggio di Stefano Bardini (in progress).
I database sono stati strutturati grazie alla piattaforma e-Dvara del Laboratorio LIDA dell’Università degli Studi di Udine, con il quale Memofonte collabora anche per la biblioteca.
La Fondazione ha organizzato due mostre, entrambe con l'intenzione di ricordare Paola Barocchi soffermandosi sul suo essere storica dell'arte al di là della cattedra, creatrice di strumenti di ricerca e attenta osservatrice del patrimonio storico-artistico della sua amata Firenze fin da giovanissima.
La prima nel 2017, presso la sede di Palazzo Barocchi, ha ripercorso le vicende della sua casa editrice (S.P.E.S. Quarant’anni di edizioni scelte), la seconda nel 2019, ospitata a Palazzo Davanzati, ha riguardato la speciale relazione che lega Paola Barocchi e la sua amica e collega Maria Fossi al Ponte San Trinita (Firenze ferita).
Le due mostre 'reali' sono diventate anche 'virtuali' grazie all'ultimo progetto realizzato dalla Fondazione: MEV.
Pubblicazioni
Fondazione Memofonte - S.P.E.S.
Fondazione Memofonte - S.P.E.S.
Nel 2016 è finita l’avventura editoriale della S.P.E.S., che si è mantenuta grazie alle scelte coraggiose e rigorose, all’impegno e all’abnegazione di Paola Barocchi, che, affidando il marchio alla Fondazione Memofonte, ha espresso la speranza che sia possibile, in tempi migliori, proseguire l’attività. Del resto, proprio nella Memofonte, anch’essa «Studio», non più «per edizioni scelte», ma «per l’elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche», Paola Barocchi ha traghettato e ampliato gli intenti di diffusione e messa a disposizione di fonti e ricerche in versione digitale. Il marchio editoriale della S.P.E.S. si è dunque fuso con quello della Fondazione Memofonte, avviando una serie di pubblicazioni legate a eventi specifici o a tesi di dottorato. La scelta di far seguire alla pubblicazione cartacea quella digitale e di creare un catalogo open access vuole essere in linea con la politica di diffusione culturale alla base del lavoro della Fondazione
«Studi di Memofonte»
Alla fine del lungo lavoro di trascrizione del manoscritto fiorentino, Paola Barocchi decise di non terminare il progetto con la pubblicazione del sito contenente trascrizioni e immagini dei documenti, mettendo il gruppo di lavoro davanti a una nuova e impegnativa fase di lavoro: utilizzare gli strumenti creati per dimostrare concretamente come l’informatica e il digitale potessero cambiare la lettura dei testi. Decise, dunque, di fondare una rivista. È nata così «Studi di Memofonte» che nel dicembre 2008 fa la sua prima apparizione con un numero interamente dedicato alle «Vite» gabburriane, con il quale si avviano nuove ricerche, si ricostruiscono le metodologie di lavoro e le fonti usate dall’autore, ma soprattutto si arriva a datare per la prima volta il manoscritto tra il 1738 e il 1742.
Da allora la rivista è uscita a cadenza semestrale, con l’aggiunta di tre numeri speciali.
Nuove sfide
continuando a dialogare con le nuove tecnologie
Nuove frontiere
Intelligenza artificiale e ricerca storico artistica: un binomio su cui la Fondazione riflette ormai da tempo, in coerenza con i proprio valori istituzionali e con l‘insegnamento di Paola Barocchi, sempre attenta alle potenzialità dei nuovi strumenti, ma solo in quanto risultassero funzionali alla ricerca e a rigorose modalità di divulgazione.
In questo quadro rientrano sia la creazione di un prototipo per un chatbot (elaborato da Mara Portoghese sotto la supervisione di Isabella Ducros) che possa rendere il sito sempre più accessibile, sia - in collaborazione con l’Accademia Colombaria - l’organizzazione di un workshop dal titolo Intelligenza artificiale e fonti storico-artistiche, a cura di Stefano Bruni e di Donata Levi, previsto per il 20 novembre.